
mi guardavi da lontano, pensando
i miei passi di schiena
odiando dell’inverno gli altri occhi
occhi di vetro senza pianto-dicevi-
lacrime di cuore erano le tue lacrime
di sangue trasfuso dentro il respiro
guardati dal prendere freddo
il gelo era sceso dentro le mani
a cogliere petali e voci di ghiaccio
a stendere veli fra chiamate senza risposta
mi perdevo di teorie e la vita fuggiva
emorragia di sguardi gli occhi sfuggenti
perchè ti allontanavi e da lontano
il filo dipanava il mio respiro
sempre più lento sempre più lieve
fragile vetro soffiato dal mastrovetraio
le tue mani sul calice del giorno
a sollevare sole il peso del dolore del mondo
dov’eri? dove fossi andata senza cappotto
il vento di ieri tagliava il viso in lame di luce
e il domani restava un mistero da svelare
restavi a guardare il mio sogno svanire
e svanivi nell’ombra e ancora mi davi la mano