di Mauro Baldrati
“Non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiamo vissuto intensamente quanto quelli che crediamo di avere perduto senza viverli, i giorni trascorsi in compagnia di un libro molto caro”.
Sulla lettura nacque come introduzione alla versione francese di Sesame and Lilies di John Ruskin ed è, come tutti i prodotti della sua macchina di scrittura, strettamente legato all’intera opera di Marcel Proust. Quei “giorni che crediamo di avere perduto senza viverli” sono i giorni del narratore ragazzino della Ricerca, quando, a Combray, la macchina fonde immagini, suoni, colori, odori, solitudini, personaggi/maschere che si muovono nello scenario individuale dinamico – dinamico nell’ambiente collettivo bloccato – della casa di campagna. Qui, il narratore ragazzino che segue le scansioni rigide della famiglia ultraborghese, cerca di soddisfare la sua voracità di letture: e in questa prima parte del testo non è tanto importante il chi, ma il come, e il dove: i luoghi di lettura, la sala da pranzo, “su una sedia, accanto al debole fuoco di legna”, mentre arrivano i frequentatori della casa, come attori di una pièce che si esibiscono nelle loro performances: la cuoca, lo zio, la prozia, che il narratore/lettore ci descrive con la consueta ironia.
continua