Linea d’ombra

Febbraio 5, 2008

“Soltanto i giovani hanno momenti del genere. Non dico i più giovani. No. Quando si è molto giovani, a dirla esatta, non vi sono momenti. E’ privilegio della prima gioventù vivere d’anticipo sul tempo a venire, in un flusso ininterrotto di belle speranze che non conosce soste o attimi di riflessione.

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Parigi,17 febbraio 1903

Egregio signore,

la sua lettera mi è giunta solo alcuni giorni fa. Voglio ringraziarla per la sua grande e cara fiducia. Poco altro posso. Non posso addentrarmi nella natura dei suoi versi, poiché ogni intenzione critica è troppo lungi da me. Nulla può toccare tanto poco un’opera d’arte quanto un commento critico: se ne ottengono sempre più o meno felici malintesi. Le cose non si possono tutte afferrare e dire come d’abitudine ci vorrebbero far credere; la maggior parte degli eventi sono indicibili, si compiono in uno spazio inaccesso alla parola, e più indicibili di tutto sono le opere d’arte, esistenze piene di mistero la cui vita, accanto all’effimera nostra, perdura.

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Sul senso dello scrivere

Febbraio 5, 2008

Pensando alla scrittura, si materializza davanti a me l’immagine di un uomo piegato su un tavolo. Solo lui, nella stanza. Un’immagine semplice ma che sa riassumerci molte cose. La distanza dal mondo, il raccoglimento, la dedizione, e, forse, anche il sogno, l’urgenza, la fede in ciò che sta facendo, la capacità di fare a meno del calore del mondo: almeno per il tempo che si trova lì.
Alcuni aspetti, i primi, sono dati oggettivi, e poco conta la motivazione personale: necessità, terapia, lutto, sofferenza, emarginazione, riscatto sociale, follia, narcisismo?
Nulla è più significativo di quell’immagine che richiama un disegno di Franz Kafka, al sicuro nella purezza del suo circolo chiuso, della sua individualità insanabile.

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l’ ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA PER I PAESI BASSI
e FORUM Associazione Italiana

Ti invitano

Sabato, 16 febbraio alle ore 16,30

presso la sede dell’Istituto
( Keizersgracht, 564 – 1017 EM Amsterdam)

ad una conferenza di
Giulio Milani e Marco Rovelli
dal titolo

L’identità e le differenze.

La verità e la narrazione del mondo alla luce della teoria girardiana del capro espiatorio

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