Al suono della sveglia l’uomo inciampando va in bagno e si guarda allo specchio, da cui lo guarda un tale che gli sembra di riconoscere, ma non ricorda chi è.
Giunto in ufficio non trova il voluminoso dossier che il giorno prima gli ingombrava la scrivania. Chiama la segretaria:
“Pronto, Cristina… Cristina? No, scusa, hai una voce… Già, il raffreddore… prenditi un latte col miele. Senti, ho chiamato per quel dossier di ieri… L’ha voluto il direttore? Ah be’ allora… Fammi sapere… Ciao, riguardati”.
E l’uomo s’immerge nel lavoro, tanto per fare, nel mare di cose indispensabili e inutili.

continua