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Alessandro Zaccuri intervista don Fabrizio Centofanti

La tentazione passare dalla Rete alla carta c’è stata, ma almeno per ora è stata vinta. Lo assicura Fabrizio Centofanti, animatore del sito La poesia e lo spirito, (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com). Sacerdote, studioso di Clemente Rebora e narratore, Centofanti ha iniziato a pubblicare on line nel 2005. Poi, nel 2007, la svolta del blog collettivo. ” Un luogo – osserva – in cui l’eterogeneità anche ideologica si trasforma in convivenza e collaborazione. E’ un’esigenza che, in quanto prete, avvertivo con grande intensità e che finora siamo riusciti a realizzare nel dialogo e nel rispetto”.
Tutto merito della rete?
“Di sicuro il web consente un’operazione di questo tipo a costo zero. Il nostro progetto di una rivista si è arenato proprio per mancanza di fondi, per problemi economici e organizzativi. Ma non è detto che sia un male”.
Perché?
“Perché anche nel panorama delle riviste il rischio del sovraffollamento esiste, e non va sottovalutato. La Rete, inoltre, sta conquistando una sua autonomia, in una dimensione che, almeno fino a questo momento, è contraddistinta da una grande libertà. Libertà di chi scrive, ma anche di chi legge: ci si può muovere rapidamente da un sito all’altro, cogliere suggestioni diverse, metterle in cortocircuito…”
Lei è un ottimista.
“Non troppo. E infatti ho insistito perché il nostro dominio fosse registrato. Siamo in una stagione pionieristica, ma prima o poi anche nel web spunteranno i limiti. Meglio prepararsi”

Avvenire 10 maggio 2009