Archivi Categorie: attualità

di Stefania Nardini

Giuseppe Bonura ha viaggiato attraverso la sua vita per regalarci uno dei più bei ritratti dell’ Italia del novecento. Ma alla qualità dello scrittore, di un grande scrittore, ha aggiunto qualcosa di se stesso: l’onestà intellettuale.

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Uomo che ha l’aria di saperla lunga, specie sulla letteratura, domanda: anche nelle società mercantili si sono prodotti capolavori, come nel caso del Decameron. Come si concilia con quello che lei ha detto prima? Io credo che sia possibile produrre letteratura anche nella società capitalistica. E’ dunque impossibile scrivere nella nostra epoca? E poi, a proposito dell’intenzionalità della scrittura, lei critica chi voleva costruire trame e inserire ingredienti e passioni costruite. La letteratura dell’Ottocento è piena di capolavori “costruiti” anche con simulazioni di passioni. Cosa pensa in proposito?

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Non andrò a votare. O forse sì, se da uno di quei cavalli di troia che sono i partiti – coi candidati chiusi nel burka di un contrassegno, grazie al sistema maggioritario - vedrò luccicare da lontano qualche spada, sentirò un grido convincente e indignato, noterò un viso, un’espressione fisiognomicamente credibile (Goethe, amico di Lavater, ci credeva…).

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Giuseppe Panella

MAESTRA D’AMORE

“…e Morte non avrà più dominio”

(Dylan Thomas)

1.

… il ricordo dell’amore trascorso è comunque struggente

come lo è sempre il racconto di ciò che siamo stati una volta,

il sentimento vibrante e sicuro di non volere rinnegare più niente

(quello che ci ha a volte traditi travolti stregati

e non ci ha concesso il diritto di replica o di insegnamento)

è nella gioia e nel dolore di questo svolgimento…

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di SILVIA RONCHEY

Mai come in questo periodo di opposti integralismi un nuovo medioevo sembra avere calato le sue tenebre su quella che fino a poco tempo fa non si dubitava fosse l’unica definitiva conquista del Novecento: l’emancipazione femminile. Mai come in questo periodo i pronunciamenti delle autorità religiose hanno colpito la donna: in particolare quelli provenienti dalla Chiesa cristiana, che pure dovrebbe essere interprete e anzi ispiratrice di quella che chiamiamo civiltà occidentale. I fondamentalisti cattolici tentano di rimettere in discussione l’autonomia della donna in più sfere della sua vita, la sua libertà di scelta e perfino il suo diritto all’habeas corpus. Affermazioni strumentalmente amplificate dai media e assecondate anche da esponenti della scienza, come i primari romani firmatari della petizione di diritto dei medici a decidere sul feto contro la volontà della madre, malgrado le obiezioni degli esperti di bioetica sull’impossibilità di escludere i genitori dalla decisione sul proprio figlio.

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Le vignette di effeffe
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Olanda, campo di Westerbork.
Da qui ogni settimana partono i convogli per Auschwitz.
Da qui scrive Etty Hillesum. Luglio-agosto 1943.

Di pomeriggio avevo fatto ancora un giro nella mia baracca d’ospedale, passando da un letto all’altro. Quali letti saranno vuoti domani? Le liste dei deportati sono divulgate all’ultimissimo momento, ma certuni sanno in anticipo di dover partire. Una ragazzina mi chiama. E’ seduta nel suo letto, diritta come una candela e con gli occhi spalancati.

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di Emanuele Giordano

Lettera aperta sulla possibilità di un cattolicesimo moderno in Italia (pubblicata su Micromega di Giugno 2007 con dieci risposte di personalità cattoliche italiane) di Mauro Pesce

Da tempo sono convinto che le religioni sono quello che gli uomini decidono di farne. Nessuna religione è condannata ad essere intollerante o contro l’esercizio della ragione e della libertà. Lo stanno a dimostrare non solo grandi personalità come Ghandi e Martin Luther King, ma anche tante persone credenti di ieri e di oggi, più modeste e meno note

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Se tralasciamo i dati spiccioli della cronaca e quelli specifici relativi alla responsabilità del trio Bassolino-Pecoraro Scanio-Iervolino nella tragedia dei rifiuti in Campania, potremo forse individuare in quella catastrofe, del tutto inverosimile nel cuore di una della nazioni fondatrici dell’Unione Europea, alcuni aspetti essenziali del declino morale, culturale e politico stiamo purtroppo vivendo e certamente non solo sulle rive del Golfo di Napoli.

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Due notarelle soltanto, in merito agli ostacoli frapposti da docenti romani ad una visita del Papa all’Università La Sapienza, di cui potete leggere qui.

Il saggio disse che la casa dell’uomo, palazzo o capanna che sia, è lo spazio di una dimora, che l’uomo riveste con amore e governa come una reggia perchè questa è la natura dello spirito: regnare sulla natura. Il manovale disse: sarà anche così, ma una casa innanzitutto è fatta di mattoni. Lo so ben io, quanti sacchi di materiale mi tocca portare su e giù per i vostri comodi.
Ci fu un tempo molto lungo, nella storia dell’uomo, in cui queste due opinioni non erano che un’unica verità, custodita e difesa dal senso comune, prima che dalle gerarchie .

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Stando all’ennesima classifica dei libri più venduti nel 2007 (pubblicata ieri su La Stampa),
Gomorra, di Roberto Saviano si è piazzato al quarto posto, subito dopo La Casta (1), e i due best sellers di Kaled Hosseini, Il venditore di aquiloni e Mille splendidi soli, (2 e 3).
Lo stesso libro ha ottenuto il primo posto, ma qui mancano dati statistici importanti come la base di rilevamento, nel premio della rubrica Benjamin, innestata nel Tg1 di Riotta, come libro preferito dai telespettatori di questa rubrica (facendo anche ricorso all’interattività col web).

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Credo che non sia inutile rileggere oggi l’intervista che gli fece Claudio Magris, pubblicata sul Corriere della sera del 12 marzo 2006. a.s.

Claudio Magris: La globalizzazione cancella alcune identità, ma ne crea altre, accresce diversità e meticciati. Sul piano letterario, incrementa un fenomeno stimolante, già esistente in passato, l’ opera di autori che - in seguito all’ esilio, all’ emigrazione, allo sradicamento - scrivono i loro testi in una lingua diversa da quella materna, come un tempo Joseph Conrad oppure oggi, in Italia, uno scrittore quale Giorgio Pressburger. Rafik Schami, siriano immigrato in Germania all’ inizio degli anni Settanta - è nato nel 1946 -, è divenuto un narratore tedesco di grande successo, anche in Italia, col suo libro Il lato oscuro dell’ amore, tradotto da Rossella Zeni. È un affresco epico, un tappeto orientale in cui i fili di innumerevoli destini individuali si intrecciano in un disegno in cui vive il Medio Oriente nel crogiolo delle sue stirpi, religioni e culture.

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di Riccardo Ferrazzi

Ogni tanto i miei post provocano una reazione un po’ stizzita: ma insomma tu da che parte stai? Ho constatato che rispondere la verità (e cioè che di ogni questione vorrei capire bene la sostanza, invece di prendere posizione a priori per poi trascinare a forza i fatti dalla mia parte) serve solo a fare incupire chi mi rimprovera. Questa volta è anche peggio, perché non ho una preparazione medico-scientifica, non sono un esperto di morale, e cercare di approfondire l’argomento leggendo i giornali è una pia illusione. Parlo della questione dell’aborto e della necessità o meno di riformare la legge 194.

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Molto, molto prima della cronaca la letteratura aveva già raccontato tutto. Del resto, volendo – per vocazione – sporcarsi le mani col mondo gli scrittori hanno trovato nei rifiuti, nell’immondizia, nella discarica un terreno di riflessione in cui, senza troppo cercare forzate profezie, si possono leggere molti tormenti dell’oggi, e cioè di un mondo sovraccarico, confuso, perfino assediato da ciò che produce e scarta, dalle scorie del proprio desiderio di durare e dalla certezza che molto, anzi quasi tutto, deve abbandonare e gettare.

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Mi avrebbe fatto piacere inserire a mo di esergo, qualche frase famosa, che so di qualche grande architetto, una di quelle frasi che quando le leggi ammantano di curiosità, e inducono il lettore a cibarsi tutto il post.one.

Ma non ce l’ho, in punta di memoria, e sono addirittura troppo pigro per andarmela a cercare a bella posta, su google come magari au qualche raro testo di architettura che pure nel marasma della mia libreria dovrei avere.

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