On line c’è dialogo e vera libertà
Maggio 11, 2009

Alessandro Zaccuri intervista don Fabrizio Centofanti
La tentazione passare dalla Rete alla carta c’è stata, ma almeno per ora è stata vinta. Lo assicura Fabrizio Centofanti, animatore del sito La poesia e lo spirito, (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com). Sacerdote, studioso di Clemente Rebora e narratore, Centofanti ha iniziato a pubblicare on line nel 2005. Poi, nel 2007, la svolta del blog collettivo. ” Un luogo – osserva – in cui l’eterogeneità anche ideologica si trasforma in convivenza e collaborazione. E’ un’esigenza che, in quanto prete, avvertivo con grande intensità e che finora siamo riusciti a realizzare nel dialogo e nel rispetto”.
Tutto merito della rete?
“Di sicuro il web consente un’operazione di questo tipo a costo zero. Il nostro progetto di una rivista si è arenato proprio per mancanza di fondi, per problemi economici e organizzativi. Ma non è detto che sia un male”.
Perché?
“Perché anche nel panorama delle riviste il rischio del sovraffollamento esiste, e non va sottovalutato. La Rete, inoltre, sta conquistando una sua autonomia, in una dimensione che, almeno fino a questo momento, è contraddistinta da una grande libertà. Libertà di chi scrive, ma anche di chi legge: ci si può muovere rapidamente da un sito all’altro, cogliere suggestioni diverse, metterle in cortocircuito…”
Lei è un ottimista.
“Non troppo. E infatti ho insistito perché il nostro dominio fosse registrato. Siamo in una stagione pionieristica, ma prima o poi anche nel web spunteranno i limiti. Meglio prepararsi”
Avvenire 10 maggio 2009
Donne, da Nasser ai fondamentalisti la stessa repressione
Ottobre 31, 2008
Non si parlerà mai abbastanza della condizione della donna nel mondo degli uomini. Se per certi versi l’occidente ha fatto passi in avanti resta ancora tantissimo da fare, per non dire di quella parte di umanità al femminile che soffre una condizione di vera sudditanza e di oppressione a causa di un’idea malata di religione e non solo. La dottoressa e scrittrice Nawal El Saadawi parla di questo e non solo con Guido Caldiron
Dino Campana: La poetica dell’orfismo tra pittura e sogno
Febbraio 26, 2008
di Giuseppe Panella
[Si tratta di un primo capitolo per un libro che sto scrivendo nel corso degli anni… più che un capitolo è in realtà un’introduzione un po’ più lunga del solito per mettere in chiaro criteri e valutazioni, bilanci e prospettive, punti di vista e ricordi del passato (non a caso il testo è dedicato a Piero Cudini, un amico che non c’è più…). Giuseppe Panella]
DINO CAMPANA: LA POETICA DELL’ORFISMO TRA PITTURA E SOGNO
di Giuseppe Panella
“Si chiamava adesso Orfeo o Arfa che vuol dire:
colui che guarisce mediante la luce”
(Edouard Schuré)
[alla memoria di Piero Cudini]
continua
“David Torrini: scorci di poesia tra Firenze e il mondo”
Febbraio 25, 2008
di Giovanni Agnoloni
Oggi vi propongo una mia conversazione con il giovane poeta fiorentino David Torrini, nato nel 1976 e autore della raccolta Cristalli (edita da EMF – Collane il Melograno), risalente al 1999. In seguito, David ha avuto riconoscimenti in diversi concorsi di poesia e prosa, tra cui il Premio speciale al concorso internazionale Versilia 2004, organizzato dall’ACSI, con la poesia Rincorrendoti (che qui segue), e il Premio speciale al concorso organizzato dal CONI “Racconta il tuo sport“, con un racconto intitolato L’Ultimo Tiro. Presto alcune sue poesie saranno pubblicate su Domist.net.
Intervista a Denis Donikian
Gennaio 21, 2008
di Stefania Nardini
Il genocidio dimenticato che “ispiro’ Hitler
E’ stato il primo genocidio del Novecento. Un milione e mezzo di cristiani armeni sterminati. Una tragedia che ispirò Hitler in un suo celebre discorso del 1939: «Chi mai si ricorda», si chiese, «dei massacri degli armeni?». Gli armeni non hanno dimenticato, nonostante per molto tempo questa orribile pagina della storia sia stata rimossa. Il primo paese a riconoscerla fu la Francia, dove ancora oggi vive una grande comunità. A stendere un velo è ancora oggi la Turchia, alla quale l’UE chiese come condizione per un suo ingresso nella coalizione il riconoscimento di quegli orrori datati 1915. A Denis Donikian , scrittore di origine armena, che per “Le Monde” cura un sito ulla memoria, chiediamo: perché quel genocidio è stato dimenticato per tanto tempo?
Intervista
Gennaio 10, 2008
Rafik Schami: «L’ esilio è una condizione amara ma può anche essere liberatorio»
Lo scrittore siriano Rafik Schami è nato nel 1946 nel quartiere cristiano aramaico di Damasco. Nel 1971 si è rifugiato in esilio in Germania. Nel 2006 è uscito in libreria «Il lato oscuro dell’ amore» (Garzanti, pagine 858, euro 22).
Intervista a Paolo Pedrazzi
Dicembre 14, 2007
Sono molto contento che mi sia stata data l’opportunità di parlare di noi e del nostro progetto su di un sito prestigioso e importante come La Poesia e lo spirito e di questo vorrei ringraziare Marino Magliani, sempre attento a ciò che succede nel mondo editoriale.
Negli ultimi anni sono nate molte sigle editoriali nuove e progetti interessanti. Credo che questo fiorire di case editrici sia dovuto soprattutto a nuovi mezzi e nuove opportunità che prima non c’erano. Per esempio il digitale. Se ci facciamo caso l’editoria prima era una roccaforte. O eri figlio di editori, oppure avevi tanti capitali da investire. O ancora avevi a disposizione una tipografia. Sennò…
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Interviste
Dicembre 4, 2007
Giovanni Agnoloni intervista Marco Grassano su LPELS
Intervista a Ernesto Aloia
Novembre 9, 2007
Ernesto Aloia, nato a Belluno nel 1965, abita a Torino. Dopo aver partecipato alla redazione di Maltese Narrazioni, nel 2003 pubblica la raccolta di racconti Chi si ricorda di Peter Szoke? (Minimum Fax). Nel 2006 raddoppia con Sacra Fame dell’Oro, sempre con l’editore romano. Nell’aprile 2007 è uscito per Rizzoli (collana 24/7) il suo primo romanzo: I compagni del fuoco.
Questa è l’intervista.
D: partiamo con la faccenda della critica sociale nella narrativa. Ne I compagni del fuoco c’è la crisi dei protagonisti, c’è il malessere di una famiglia, c’è una bildung adolescenziale, ma tutto questo è “solo” il punto di partenza per allargare lo sguardo a un intero contesto sociale, evidenziandone le assurdità. Qualcuno già parla di una nuova tendenza della narrativa italiana, accostandoti a Giuseppe Genna, o Tullio Avoledo. E’ proprio così? E, secondo te, è una strada che il c.d. pubblico dei lettori è disposto a seguire?
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http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/11/09/i-linguaggi-del-lavoro-4/#more-2995