Le rondini stavano appiccicate alla finestra. Piccole rondini, minuscole sagome nere con la coda a forbice. Le avevano ritagliate tutti insieme e, una a testa, le avevano incollate sui vetri. Ventisette rondini sparse per le finestre. Una primavera affollata.
Con tutte quelle rondini diventava difficile vedere a colpo d’occhio quello che accadeva fuori, ma il bambino stava lì, i gomiti appoggiati sul banco e il colletto merlettato che spuntava sul grembiule blu, a guardare. Difficile dire a che cosa pensasse, e se gli piacesse quello stormo di rondini catturato dallo spazio della finestra, come se fossero in procinto di entrare nella stanza e svolazzare tra le teste dei bambini.
In ogni aula le maestre avevano fatto incollare ai vetri quei ritagli di cartoncino nero. Era stata una gioia rumorosa, una concessione che i bambini avevano accolto con entusiasmo.
Categorie
- annunci
- Arte
- attualità
- consulenza linguistica
- critica letteraria
- dediche
- diario
- divagazioni
- filosofia
- interviste
- letteratura
- letture
- lingua italiana
- oltre la letteratura
- pagine scelte
- parole
- pensiero
- poesia
- racconti
- recensioni
- scrittura creativa
- scritture
- scuola di poesia
- storia
- traduzioni
- Uncategorized
-
Articoli Recenti
-
Pagine
Blogroll
Archivi