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Non si distinguono più la lingua e l’occhio bello. Ora la luce è dall’altra parte: non più sulla tavola, tra le pagine del libro, che è ancora aperto. Non hai faccia, nella mia direzione! *Non hai faccia!* Sei straniero. Se vuoi, ti do da bere, anche se aspetti altro. Senti, senti il profumo che vìola le stanze. E le piccole cose stanno lì, sul divano vecchio, tra sedia e sedia. Solo ai miei gatti permetto di salire – i gatti sono assorti. Non aspettarti nulla, dico. Non aspettarmi, se ti dico che torno. Voglio perderti. *Vuoi perdermi*.

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