Libertà

Dicembre 11, 2008

da qui

Le grandi narrazioni mettono l’uomo di fronte alla propria essenza di essere libero. Non possiamo non scegliere, la non scelta la sospensione del giudizio sono già una scelta il più delle volte per il male
Siamo liberi e ciò significa passibili di errore. Siamo liberi è questo vuol dire che il bene non è mai una volta per tutte
Agnes Heller una riflessione dalle origini alla nostra quotidianità

Il nostro è un mondo strano, sicuramente diverso dai mondi che ci hanno preceduto nelle epoche passate. Un tempo, infatti la gente si riconosceva in gran parte in valori condivisi, che creavano la storia, la comunità, il filo rosso attraverso cui si dipanava il vivere di tutti e di ciascuno. Oggi non è più così, per fortuna o per disgrazia, chissà. Oggi ciascuno deve cercare da solo, con fatica, spesso avendo prima fatto tabula rasa di tutto ciò che gli era stato insegnato, la radice presso cui trarre nutrimento alla vita. Oggi quando qualcuno trova la fonte è bello che la condivida con altri assetati

Davide e Golia

Novembre 8, 2008

Si parla tanto di recessione, di crisi, di povertà mai come oggi lo spettro dell’impoverimento globale alita sulla gente il suo venefico respiro di paura, ma nessuno o troppo pochi che in questi ultimi anni abbia gridato all’impoverimento della società dal punto di vista delle qualità più squisitamente umane. Qualcuno ci ricorda che il colosso ha i piedi di argilla e che la vera forza sta nel camminare leggeri sulle vie del”esistenza

Hallo America!

Novembre 6, 2008

Obama

Novembre 5, 2008

« I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: “We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal” » (M.L.King, 28 agosto 1963)
Obama aveva due anni quando queste parole furono pronunciate e non poteva sapere, allora, che quel sogno per lui sarebbe diventato realtà in una notte di novembre tanto lontana. La notte finalmente è diventata giorno, un giorno nuovo per tutto il mondo: un nero alla Casa Bianca, un nero presidente di quegli Stati Uniti i cui padri fondatori erano tutti schiavisti convinti.
Ora inizia il cammino, ora arriva la parte più difficile, mostrare nei fatti che le cose possono davvero cambiare per il bene, per un bene che sia appannaggio di tutti gli uomini.
Speriamo che i sogni e le speranze possano trovare ancora la loro, miracolosa, realizzazione

Il grido di Cordelia

Ottobre 29, 2008

La letteratura ci rende migliori davvero? Come si spiega che gli orrori del ‘900 siano nati nel cuore dell’europa madre di grandi filosofi e letterati? Una riflessione che ci interpella tutti

I saggi di Giuseppe Panella

Ottobre 13, 2008

Un lungo e articolato ma non sistematico intervento del prof. Panella, nato, come ci spiega nell’introduzione, da alcuni incontri su filosofia e letteratura avvenuti nel 2000/01, sulla teoria estetica di Theodor Wiesegrund-Adorno

Che cosa accade dopo un crollo che lascia intorno solo macerie? In genere i superstiti si danno da fare a cercare i sopravvissuti, seppellire i morti, portare conforto a chi è rimasto privo di tutto e dopo un po’, dopo le lacrime e la disperazione, raccolgono le forze per ricostruire. Questo non è accaduto, secondo Marco Guzzi, all’uomo “post-moderno”, che di fronte al franare di tutte le sicurezze del passato si è seduto a piangere senza rialzarsi più, ma, prosegue, forse si può ancora sperare di andare oltre.

bello l’articolo di Emanuele Giordano uscito oggi su LPELS

di Beppe Sebaste

Un anno fa, mentre collaboravo con l’artista Christian Boltanski alla progettazione e realizzazione del Museo per la memoria di Ustica a Bologna, facemmo visita al deposito in cui dentro a scatole di cartone si conservavano gli oggetti, sommersi e salvati, appartenuti ai passeggeri del Dc9. Boltanski e io, turbati, le chiudemmo subito: troppa vita, e troppo nuda; troppa sensibilità in quegli oggetti che occorreva sottrarre allo sguardo, non confondere con la profanazione della finzione e dell’arte. Poi tutto si è precisato: gli oggetti appartenuti ai passeggeri del Dc9, che il museo conserva, sono riposti in scatole nere di diverse grandezze che costeggiano il relitto dell’aereo. Li abbiamo inventariati in un libro, con fotografie piccole, un po’ sfuocate e in bianco e nero, precedute da un mio testo in forma quasi di elenco – poiché elencare significa anche accusare, e anche una litania e un rosario sono elenchi. I visitatori ascoltano, sulla balaustra che gira intorno al relitto, mentre si riflettono in specchi anneriti., voci che sussurrano pensieri ordinari e banali di viaggiatori comuni, fantasmi come tutti noi, su un aereo estivo in volo da Bologna a Palermo. Parole universali come i volti del prossimo, come le foto degli oggetti – vestiti, pinne, oggetti da bagno, borsette – ignoti e famigliari.

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Il barocco inevitabile

Marzo 6, 2008

Nel 1519, due anni dopo che Lutero aveva affisso le sue novantacinque tesi sulla porta della chiesa di Wittenberg, Carlo V (che gli spagnoli continuano a chiamare Carlos primero) si ritrovò a capo di un impero mondiale. Gli anni che seguirono furono scanditi da guerre, ribaltamenti di alleanze, paci infide, massacri e saccheggi. Solo lo sfinimento e il cambio generazionale convinsero tutti ad accettare lo status quo. Nel 1545, un papa dimezzato e contestato aprì il Concilio di Trento. Dal viaggio di Colombo non era passato neanche mezzo secolo.

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La via verso la propria integrità

In un tempo di violenti conflitti politici e culturali e di perenne e drammatica agitazione sociale può sembrare ingenuo parlare di perdono o di riconciliazione. Sembra molto più efficace e ragionevole schierarsi a tambur battente, come si dice, creare fronti di combattimento, preparare le proprie milizie per le prossime battaglie: di qua il centrodestra e di là il centrosinistra, di qua i cattolici e di là i laicisti, di qua i tradizionalisti con la loro messa tridentina e di là i modernisti con le loro chitarre e le danze africane, di qua l’Occidente e di là l’Islam, ma anche di qua l’Inter e di là la Roma, da questa parte della barricata io e dall’altra l’inquilina del piano di sopra che continua a far gocciolare il suo bucato sulle mie piante. L’importante è odiarsi, escludersi a vicenda, condannarsi in blocco e senza appello, gridare le proprie ragioni in faccia all’altro.

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« Ad amalgama resa, a passi distillati subendo in piedi l’assedio di voci, la piega dignitosa delle ore; a mano stanca lavorando tenebre, implorando digiuni e spettri, una notte dietro l’altra, un bicchiere e un giorno alla volta, va avanti fino allo scadere la setta bianca e viola lutto, patito antidoto e veleno, il dover essere altrimenti, il meglio e il peggio, in attesa che suoni la propria ora in grande Stile, di forsennare l’Insensato e sbrigare il Soggettile. Tutto va per il meglio finché dura. Il solo passo, signori, è sempre e solo verso le cose stesse, dimenticare d’avere iniziato.

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Dedico questo testo a Mario Pandiani, perchè nasce come riflessione a margine di un suo precedente intervento su LPELS

In un thread precedente, (una polemica sulla realtà storica di Gesù Cristo e le eventuali manipolazioni fattene dalla tradizione ecclesiastica), Mario Pandiani ha scritto:
“Io penso che la vera ricerca storica, effettuata con criteri di rigore filologico e antropologico che potrebbe dare dei risultati realmente interessanti oltre a ristabilire alcuni punti fermi sulla natura stessa della chiesa e delle sue espressioni dogmatiche, sarebbe lo studio approfondito della liturgia. Perchè? perchè nella forma liturgica trovano posto i fondamenti e l’economia della vita cristiana. E soprattutto è con le riforme liturgiche che si sono operate le modificazioni più profonde e anche più dolorose all’interno della chiesa, perchè è dalla vita liturgica che la chiesa trae la sua stessa vita e non dall’esegesi dei testi, non è infatti con la Bibbia che si fa una chiesa.”

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Linea d’ombra

Febbraio 5, 2008

“Soltanto i giovani hanno momenti del genere. Non dico i più giovani. No. Quando si è molto giovani, a dirla esatta, non vi sono momenti. E’ privilegio della prima gioventù vivere d’anticipo sul tempo a venire, in un flusso ininterrotto di belle speranze che non conosce soste o attimi di riflessione.

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