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da Tema dell’addio

a Giovanna

Vedremo domenica

*

Tutto era già in cammino. Da allora a qui. Tutto
il tempo, luminoso, sfiorava le labbra. Tutti
i respiri si riunivano nella collana. Le ombre
di Lambrate chiusero la porta. Tutta la stanza,
assorta, diventò il primo battito. Il nero
dei tuoi capelli contro il giallo dell’ultimo raggio.
Da allora a qui. Era il primo giorno dell’estate.
Il silenzio ci riempiva la fronte. Tutto era
già in cammino, da allora, tutto era qui, unico
e perduto, nostro e remoto, ardente. Tutto chiedeva
di essere atteso, di tornare nel suo vero nome.

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Sotto torchio

Fatti sotto.
Ho voglia di lottare.

Ho il cuore morto, e la mia lingua
Raspa sotto il torchio
Unto d’olive.
Le tue impennate
Di vento fanno il resto
Per umiliare questo poveruomo.
Non so parlare
Dolce perciò. So gracchiare
Come una vecchia baldracca che prega.

continua

[pubblico questo testo contenuto nella sezione Il sonno di Telemaco del volume di poesia Nessuno, Manni 2007, del poeta Massimo Rizzante. Lo pubblico perché lo trovo particolarmente significativo di un modo di addentrarsi nel nodo inesplorabile della poesia. a.s. ]

«Una parte di me - disse - una parte profonda, la mia parte poetica ha residenza fissa nella stanza del drago. È prigioniera del drago e, a differenza del santo della tradizione cristiana, non può sconfiggerlo.
Sconfiggere il drago non porterebbe a nessuna liberazione dal male. Non solo perché il male è nel volersi liberare dal male, ma perché sconfiggere il drago significherebbe accettare un’altra sconfitta, la sconfitta della creazione poetica. La vita mi invita ogni giorno a uscire da questa stanza: la vita è questo vecchio usciere maligno.

continua

di Roberto Raieli

senza parole
leggerai il ricordo delle mie parole
immancabilmente seduta nello studio azzurro
oltre le mura della nostra casa
seguirai il fluire delle mie parole
che ti avvince irresistibilmente tra le spire
e ad occhi chiusi ti trascina altrove
là ti attendo
in nessun luogo
dove ci scaglierà l’estasi dei corpi nudi
sarai l’immagine del tuo nome
sarò le consonanti della nostra unione
saremo l’uno dell’altra la sensazione
senza metafore
senza parole

28 giu 2005

continua

di Stelvio di Spigno

Diario, 2.1.2004.

Andrea è in Francia e io me ne sto qui,
cercando di guarire ma peggioro –
È tremendo
come può avvoltolarsi
la vita intera a un gambo di ortica,
succhiarne tutto il succo,
bollire sulle labbra, morire di bruciore,
credendolo piacere…

continua

Traggo a piene mani

il disegno

colorato, irrequieto

incontro ombre

chiazze scure nel caldo

arancio.

Non ci sono linee

Aspiro aria che immagino

Mi assento.

continua

Volker Sielaff ( Germania, 1966)
Nachmittagsmond
Er lag über uns, und sie zeigte
mit dem Finger drauf. Da, sagte sie.
Er hob sich kaum ab von dem grauen
Nachmittagshimmel. Es war der erste Tag
des Winterschlußverkaufs, die Leute
liefen in die Kaufhäuser
oder stritten sich heftig
um eine Parklücke.
Sie hatten viel zu tragen
weil es einfach alles
zu reduzierten Preisen gab.
Da, sagte die Kleine.

continua 

DE SENECTUTE

L’inverno, con i suoi rami di gelo,
ti chiude prigioniero nei cristalli
tristi, induriti, delle tue memorie.

Vedi l’ombra degli alberi sull’acqua
del fiume: trame livide, onde scure
percorse da barlumi un tempo ardenti.

Continua 

tenere sempre con sé
una conchiglia rosa
in mancanza va bene anche
una brocca celeste
non farsi mai mancare
un pesce di carta
e un foglio buono
tenere sempre vicini
i pensieri bambini
e lasciare che intorno ogni cosa
tintinni
tenere sempre un nascondiglio
e un fagotto in un cassetto
guardare a lungo le ombre del giardino
e tutte le foglie
e non dimenticare l’essenziale
la poesia come un vento in tasca

continua

di Gianmario Lucini,
2008

«Ecco, sono ben piccino, che cosa posso replicare?
Mi porto la mano alla bocca.
Ho parlato una volta, non insisterò;
una seconda volta, non aggiungerò nulla»
Gb. 40, 4-5

Io sono Giobbe e parlo dal passato.
Icona e mito,
àfono
chiamo per nome la Giustizia.

continua 

Amore

Ma cos’è quest’amore

che improvviso ti coglie

senza lasciarti pensare.

Ti ruba il corpo e l’anima,

il tempo scorre senza ore,

può volare,fermarsi,rallentare,

ogni cosa funziona come vuole.

Questa notte ti sognerò

preparati all’incontro

non ci sono limiti o barriere

non sei persona ma spirito.

Puoi svanire,ma non lo fare.

***

Continua 

Il critico più severo ed ostile di Wallace Stevens, Yvor Winters, che ha espresso un’opinione quasi totalmente sfavorevole dell’opera di quell’autore (con la parziale eccezione di Harmonium), è stato pur costretto a riconoscere in lui “il massimo poeta della sua generazione”, ed a vedere in Mattino Domenicale “ la più bella poesia americana del secolo XX”. Noi ci fermiamo a tali giudizi, e limiteremo questa nostra presentazione a qualche osservazione generica ed a qualche accenno marginale.

Continua

Il nostro Adone è morto.

CHI si colpisce il petto
forte e voi tagliate
la veste – come amore
ferisce come sempre
amore come e il vento
è questo, sulle querce…
e sopra il monte. contro
l’amore io cado: e
il nostro caro, Adone è morto.

Questa traduzione è uscita QUI

di Ines Hoffmanm

DESENHO ESMAECIDO

A casa nunca fora habitada
por uma família.
Por muito tempo
permaneceram nela
quatro vultos
desfigurados,
esquartejados
por dores
de infelicidade.
Moviam-se
pela força dos pensamentos
alheios
que deles esperavam
que fossem normais.
Uma Família…

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