Nello sguardo dell’altro.
“solo nel riflesso vive il proprio volto
nello sguardo dell’altro si conosce”
Daniele De Angelis (Ascoli Piceno, 1981)
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Se la parola poetica esprime, o tenta di farlo, la sostanza più profonda della cosa a cui dà nome ed esistenza, iscrivendola in un orizzonte di senso esposto alla radicale mobilità dell’occhio che ad essa si offre, questo pregevolissimo lavoro di esordio di Daniele De Angelis prefigura, a partire dal titolo stesso, insieme all’oggetto, la mappa minuziosa di un percorso di scrittura che è già, tanto sul piano teorico quanto nei risulti che qui si leggono, orientato in uno spazio di ricerca ben preciso e definito. Il diario, infatti, registra situazioni, voci, volti, luoghi di un mondo periferico, marginale, tutto chiuso nel cono d’ombra di un faro, attraversato nella quotidianità del dolore, degli affetti, della partecipazione e del distacco, e reso con cadenze narrative controllate, seguite a vista, con sicura mano, affinché non cedano mai, in nessun frangente, al sentimentalismo, alla rievocazione puramente memoriale o alla disposizione elegiaca della rappresentazione.
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