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A questa pagina da oggi 24/08/07 si aggiungeranno  pensieri  senza altro ordine o disciplina che non sia il  flusso dell’immediatezza che li avrà via via  generati.

Elena F.

#fredda e distante , l’unico modo che conosce per tenere a bada il fuoco che la consuma dentro.

# lo strazio sta nel sentire la solitudine nel bel mezzo della conversazione

# sta lontana dalle polemiche e se incontri un pignolo come te, che diversamente da te non fa a cazzotti con la  propria natura per evitare di ferire i sentimenti tuoi e degli altri, non fare nulla, limitati a cambiare strada la prossima volta che lo incontrerai , fosse anche il papa, non merita un grano d’energia nè buona nè cattiva.

 # l’incontro col futuro non si programma. accade. e quando arriva non puoi voltarti, devi lasciarti incontrare, gli occhi aperti e il cuore  attento. non si sa mai, se un angelo passasse  non visto non te lo perdoneresti

 # la paura dell’oggi è come lo stanzino buio dove da bambina ti mandavano a prendere la scopa. sai che in fondo non ti succederà niente eppure continui a pensare che prima o poi uno di quegli oggetti che dormono nello sgabuzzino si animerà e ti aggredirà proprio mentre stai cercando di afferrarlo.

# andare o restare, prendere o lasciare, camminare o fermarsi, attendere o precedere, bivi dove non sempre è facile rispondere alla domanda “ quale pensi sia la scelta giusta?”

# fughe, sembra facile. fare la valigia e affrontare l’ignoto. sempre meglio del noto a volte.

# attese. a volte sembra che la vita non abbia poi molto da offrire. Aspetti , aspetti e speri. Non sai bene in cosa sperare per questo ti aggrappi a quel sentimento vago che è la speranza, perchè non è un desiderio preciso, non un sogno o un progetto, soltanto un sentire profondo che dice che così non ti basta, che così non può continuare, che domani o forse oggi stesso si spaccherà la terra brulla del tuo cuore e farà nascere una cosa nuova. Così aspetti ancora senza  stancarti aspetti. tutta tesa nell’attesa dimentichi lo specchio, non vedi i capelli ingrigire e quella ruga che solca la fronte spuntata durante la notte, ti senti la stessa energia dei vent’anni e ancora aspetti qualcosa, ma non sai cosa e se abbassi lo sguardo sei colta dalle vertigini. sei solo un ragno che fa la sua tela su un baratro nero. resta aggrappata per non precipitare.

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#Uno nessuno centomila? Di più , credo. Quanti siamo nel mondo? Qualche miliardo? Beh, credo di avere dentro di me almeno un tratto di ciascun vivente su questa terra in questo momento. Il difficile è camminare in mezzo a tutta questa folla cercando di ritagliarmi un sentiero  mai calpestato prima.

 # quando non c’è  via d’uscita l’unico scampo è ritornare al centro di se stessi. l’unico luogo salvo e  inviolabile, persino dai pensieri

# ricordarsi di scrivere per dimenticare il vortice  che rischia di fagocitare l’energia del giorno e lasciarlo sulla superficie di sè stessi;  fissare, scrivendo, l’attenzione in un punto soltanto da cui dipanare il filo ingarbugliato dei pensieri e delle emozioni

# a volte vorresti essere altrove o solo una persona diversa. ma ovunque andassi porteresti con te il peso che ti pesa finchè non avrai accettato il tuo essere esattamente ciò che sei.

#quel che resta del giorno: un tramonto atteso e l’attesa che spunti un sole nuovo

#  le novità che sorgono all’improvviso erano già, prima che tu te ne rendessi conto

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#lo struggimento che unisce la donna all’uomo non ha ancora oltrepassato  la porta che dà sul giardino  dell’uguaglianza nella differenza

#Ti amo! Sembra facile e invece è  difficile discernere amore, bisogno, libertà, propria e altrui; bisogna avere il coraggio delle origini del mondo

#la speranza non è un vago sentire, ma il coraggio di un ulteriore passo anche quando sembra che la strada sia finita

#l’intransigenza è la strada più rapida verso l’inferno

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 #Ho bisogno di misericordia e non so darmene. La cerco nel mondo ma non sa cosa sia, eppure dev’esserci un luogo in cui deporre la maschera ed essere accettati  nel proprio fallimento, ma a volte Dio è troppo lontano perchè io riesca a percepire il suo abbraccio.

#un respiro. lo percepisco dall’incipit entra nelle cavità nasali percorre antri sonori di sussurri ribolle nelle vene, riempie addome e polmoni, carne fragile insaziata, fame d’aria fame di vita fame d’amore che nessuna mano sa sfamare

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