Mario Luzi

dicembre 31, 2007

Continuità

Forse quanto è possibile è accaduto,
ma da te si rigenera l’attesa,
la piena d’avvenire trattenuta
dal cielo fino all’ultima preghiera
mentre,sempre immaturo, con perenne
vicenda si ricrea dalle sue ceneri
il domani e ogni giorno precipita deluso
come musica stanca di sgorgare
musica rifluisce alla sorgente.

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M.G.Calandrone

dicembre 31, 2007

Dal mondo esposto

L’amore è la salute della scimmia.
Gli occhi dell’asino santo imbrattati dal vedere
la ruggine quieta delle cisterne.

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Il mondo moderno non è una calamità definitiva. Esistono depositi clandestini di armi.

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Intorno ai tuoi cantari

dicembre 30, 2007

di Fabio Franzin
(A Rossale, al soprano dei miei silenzi)

Questo orto di pace
(alla pieve di Clauzetto)
L’angelo di marmo con la mano
posata sul cuore e i due putti
dorati là in alto ai lati del tabernacolo
o quelli lignei nel sommo nuvoloso
di un’asta barocca la vasta corona
aurea sospesa sopra l’altare

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DANIELE DE ANGELIS (1981)

Neon

Su una sedia a rotelle s’è messo a dormire;
il braccio puntato con forza alla barella
gli regge la testa (senz’ombra il pavimento).

La porta scorrevole di legno chiaro, enorme
quadrato, dispone a compulsare targhe
alle braccia conserte sul petto, al passeggio
decerebrato, come muscione sul vino.

Ha l’ago nel braccio quand’esce, di una flebo
trasparente, e la nausea che l’ammutolisce
(il vomito sul panno assorbente, teso
sotto al mento, gettato nel secchio tra garze
macchiate di sangue, lacci e flaconi vuoti).

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Antigone

dicembre 30, 2007

di Massimo Sannelli

A voi uomini piace

solo una donna morta.

Le due ali che avrà

una larva cresciuta

nel bozzolo di seta

vi spaventano ancora.

Se un’anima si alza

da questo sonno, spiace.

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Romano Guardini

dicembre 29, 2007

Si deve anzitutto osservare che vi è un linguaggio religioso vero e uno falso. Tale linguaggio è vero se, chi parla, lo fa sulla base della propria esperienza, oppure se parla in modo da rendersi compartecipe dell’esperienza di un altro; è falso se chi parla manipola parole religiose per fini sociali, estetici o politici, se – avvalendosi di esse – esprime o suscita sensazioni pseudoreligiose… Orbene, vi è un linguaggio legittimo, che esprime esperienze non primarie, ma serve all’analisi di tali esperienze e dei loro contenuti, e si tratta del linguaggio scientifico. Anche per questo linguaggio, però, vale il principio secondo cui esso, per essere autentico, presuppone l’esperienza. E allora anche una parte del linguaggio della scienza delle religioni si rivela fondamentalmente non genuina, nonostante ogni conoscenza specifica, in quanto manca di tale premessa. Per questa ragione esso avrà sempre la tendenza a stemperare l’elemento religioso in elementi di altra natura, ideologica, psicologica o sociologica.

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