Il battito del mare

marzo 25, 2009

mare
Rimase sola ad ascoltare il tempo
per raggiungere la notte, tremante
sull’orlo fra essere e nulla.
forse fu il nero di seppia o la sua
fotografia sbiadita o gli occhi,
i suoi occhi, cerchiati di luna
a coprire con pietosa miseria
il ricordo di quello sguardo lontano

irraggiungibile irraggiungibile
irraggiungibile e mai più raccolto
quel soffio di luce, quel raggio di vita
quel battito fermo su filo che scorre
smarrito fra anima e dita

e il vento soffiò un’altra volta,
fra il velo di gonna e un sorriso malato,
il suo mare di no, e qualcuno aveva affilato
le dita a premere a fondo nell’anima
nuda. tremarono i passi
e si gelò lo spazio fra lo sportello e la luna.
quando il coraggio, raccolto nel palmo
ferito del silenzio, disegnò con penna
di cigno il suo canto,
e in fondo al cuore venne l’ora
anche per lei di morire.

irraggiungibile, irraggiungibile
irraggiungibile e mai più ascoltato
quel battito vivo, un battito dimenticato
e nessuna strada saprà mai più colmare
il pozzo privato della luna
e lo sguardo perduto,
perduto fra le stelle, la strada ed il mare.

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