A mio padre

marzo 6, 2012

La luce sulla scrivania è ancora quella
che illuminava i miei libri
e i quaderni di studente, mai all’altezza
padre,
padre che sei nei cieli,
ti scrivo con la minuscola
perché sei padre mio,
non creatore immenso e onnipotente
ma sei mio padre
mi vivi,
e vivi ancora nei miei occhi
che se li osservo sono uguali ai tuoi;
guarda
la ruga che mi segna il viso
e il sorriso che mi ferisce il cuore
mentre sto ancora sulla porta
come il cucciolo che aspetta una carezza
padre,
ricordati di me, della promessa:
uno spartito ancora aspetta di essere finito,
quel pentagramma che si interruppe
è ancora là,
dove adesso ti vengo a cercare
dove la musica comincia
per non avere fine