La mia azione si svolge in Spagna, a Siviglia, al tempo piú pauroso dell’inquisizione quando ogni giorno nel paese ardevano i roghi per la gloria di Dio e

con grandiosi autodafé

si bruciavano gli eretici.

Oh, certo, non è cosí che Egli scenderà, secondo la Sua promessa, alla fine dei tempi, in tutta la gloria celeste, improvviso “come folgore che splende dall’Oriente all’Occidente”. No, Egli volle almeno per un istante visitare i Suoi figli proprio là dove avevano cominciato a crepitar i roghi degli eretici. Nell’immensa Sua misericordia, Egli passa ancora una volta fra gli uomini in quel medesimo aspetto umano col quale era passato per tre anni in mezzo agli uomini quindici secoli addietro. Egli scende verso le “vie roventi” della città meridionale, in cui appunto la vigilia soltanto, in un “grandioso autodafé”, alla presenza del re, della corte, dei cavalieri, dei cardinali e delle piú leggiadre dame di corte, davanti a tutto il popolo di Siviglia, il cardinale grande inquisitore aveva fatto bruciare in una volta, ad majorem Dei gloriam, quasi un centinaio di eretici. Egli è comparso in silenzio, inavvertitamente, ma ecco – cosa strana – tutti Lo riconoscono. Spiegare perché Lo riconoscano, potrebbe esser questo uno dei piú bei passi del poema. Leggi il seguito di questo post »

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La goccia sul secchio

luglio 19, 2008

Che dire d’un tale assalto contro l’intelligenza umana? Confesso che per le cose troppo imponenti e inattuabili non ho che una scrollata di spalle che è rinuncia, ma anche un pochino disprezzo. L’ammirazione per la grandezza, gli entusiasmi per essa, il rimanere sopraffatti, che è certamente un godimento spirituale, sono possibili soltanto per la misura terrenamente comprensibile e umana. Le piramidi sono grandi, il Monte Bianco e l’interno della Basilica si San pietro sono grandi, quando non si voglia riservare questo attributo piuttosto al mondo morale e spirituale, alla sublimità del cuore e del pensiero. Leggi il seguito di questo post »