Novembre

novembre 26, 2012

Ancora attendo l’odore del freddo
dentro questo Novembre d’estate
che non ci dà tregua, aspetto di sentire
quel sibilo di gelo passarmi le narici
fino al sangue aspetto la trasparenza
algida a condersami in gocciole di anima
raccolte da una mano calda
come il ricordo di quell’abbraccio di mare,
il nostro, davanti a un cumulo di stelle mattutine
prima dell’alba,
prima che il sole arrivasse a violentarne il nome.

da qui

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A mio padre

marzo 6, 2012

La luce sulla scrivania è ancora quella
che illuminava i miei libri
e i quaderni di studente, mai all’altezza
padre,
padre che sei nei cieli,
ti scrivo con la minuscola
perché sei padre mio,
non creatore immenso e onnipotente
ma sei mio padre
mi vivi,
e vivi ancora nei miei occhi
che se li osservo sono uguali ai tuoi;
guarda
la ruga che mi segna il viso
e il sorriso che mi ferisce il cuore
mentre sto ancora sulla porta
come il cucciolo che aspetta una carezza
padre,
ricordati di me, della promessa:
uno spartito ancora aspetta di essere finito,
quel pentagramma che si interruppe
è ancora là,
dove adesso ti vengo a cercare
dove la musica comincia
per non avere fine

The Lark Ascending

novembre 8, 2008

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e…
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poichè non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.

(R.M.Rilke)

da qui e qui

Odysseus

ottobre 8, 2008

Un confronto ardito di testi

da qui

Bisogna che lo affermi fortemente che, certo, non appartenevo al mare
anche se i Dei d’Olimpo e umana gente mi sospinsero un giorno a navigare
e se guardavo l’isola petrosa, ulivi e armenti sopra a ogni collina
c’era il mio cuore al sommo d’ogni cosa, c’era l’anima mia che è contadina,
un’isola d’aratro e di frumento senza le vele, senza pescatori,
il sudore e la terra erano argento, il vino e l’olio erano i miei ori…. Leggi il seguito di questo post »

L’angelo del povero

ottobre 5, 2008

Ora che invade le oscurate menti
Più aspra pietà del sangue e della terra,
Ora che ci misura ad ogni palpito
Il silenzio di tante ingiuste morti,

Ora si svegli l’angelo del povero,
Gentilezza superstite dell’anima…

Col gesto inestinguibile dei secoli
Discenda a capo del suo vecchio popolo,
In mezzo alle ombre…

(G.Ungaretti, Tutte le opere, Il dolore, Meridiani Mondadori)

Il Video è tratto da Qui