novembre 29, 2012

Ci siamo trasferiti qui

 

http://vocesottiledisilenzio.altervista.org/

In volo

febbraio 25, 2012

Insieme abbiamo camminato
dentro notti senza tempo.
Vento di libeccio muoveva i nostri passi
nel caldo delle parole che il silenzio
ti suggeriva: immaginare è creare, dicevi,
e di farfalle che bruciano incenso di ali
per seguire la luce e di poeti
che di notte inseguono
piano il loro sogno;
e sognavamo, insieme,
il cuore aperto in pagine di musica
suonata dal respiro delle stelle.
Le riconosci ora che i miei occhi
sono spenti e il cuore rallenta la sua corsa?
Insieme abbiamo disegnato mondi nuovi,
città invisibili dentro quartieri senza vita
prendevano la forma del tuo amore
nel mio immaginare che fosse possibile
volare insieme.

E fu mattina

febbraio 16, 2012

E fu mattina,
quella fredda e fragile di un giorno
che ancora non era il tuo,
fra poco lo sarebbe diventato,
e il cielo si è spalancato
nei tuoi occhi, all’improvviso;
mescolato alle lacrime di una madre
al sorriso di un padre, c’era il canto
tremante della vita, testarda e vulnerabile,
sensibile come petalo che teme la brina
ma si apre al bacio del sole, nonostante
il vento.
Chissà se c’era Dio
o un angelo a tenerti la mano,
quale misterioso compagno di strada
ti cammina accanto da quel giorno?
Conosco i sogni che hanno attraversato
i tuoi sorrisi e il pianto
per un ginocchio sbucciato
o per l’amico smemorato
che ti lasciava solo
a giocare ai soldatini,
e adesso ascolto
la musica che ti sale dagli occhi
e si condensa, finalmente, in canto dentro i miei
e so cosa significa che esisti.

Risposte

dicembre 22, 2011

Stanotte ho risposto al tuo invito.
Il freddo accartocciava le foglie
morte, le voci amare rotolavano via.
Solo
il silenzio del Dio delle parole
volava, così dicevi, come una farfalla
bianca in una stanza solitaria
e mai vuota,
parlava e increspava onde leggere
nel golfo dove un tempo
guardavamo le stelle.
Non pensavi fosse possibile
non credevi sarebbe accaduto.
Perdersi
è solo un’illusione
stare è ciò che rimane
quando la folla confonde le mani
e ruba il tuo tempo;
quando è follia restare
amare è andare a piedi
nella pioggia
dove ogni passo è un’impronta di ricordo
e rispondere a un invito
è un cielo capovolto che ti tende
la mano, la trama invisibile che tesse
una stella è ascoltare la tua voce,
o quella del Dio farfalla
che torna quando ti senti solo
e ti porta il mio bacio.

L’ultimo sguardo

agosto 15, 2009

Parlavamo d’amore
ma senza pronunciarne il nome.
Per rispetto, per pudore, per timore
se una volta pronunciato
quel nome potesse svanire
svuotarsi di senso.
Perché può esistere solo
nel silenzio del suo nome,
perché può sorgere alla vita solo
dentro il gesto quotidiano,
nella presenza o nell’ attesa
che si fa gioia quando conosce
occhi che non chiedono e si donano
così,
per sovrappiù di esistenza,
senza paura,
pura fonte
traboccante che non teme l’esaurirsi.
Parlavamo d’amore
ma senza argomenti.
Per l’incosciente consapevolezza della pazienza
che sa perdonare anche la distrazione
che sa sanare il gesto brusco, improvviso,
quello che potrebbe frantumare la tela
fragile e invisibile del cuore.
Parlavamo d’amore
ed ogni parola era sigillo,
collante alla vita
e cresceva rigogliosa
nonostante il deserto del mondo che non capisce,
che e distrugge,
nonostante i colpi avversi e l’ invidia.
Parlavamo
Ora non parliamo più.
Ora il cielo si è spento sull’ultimo sguardo
mentre pronunciavi,
a tradimento,
la parola amore.

Attese

agosto 10, 2009

Il tempo insiste dentro questo tempo
in mani immemori inesiste. Tempo
per ridere e dimenticare, tempo
per piangere e strapparsi il cuore.
Lo sguardo fisso al guado, alla distanza
assenza dentro gli occhi di altri occhi,
memorie evaporate in un respiro,
candele spente e attese disperate.
Solo il silenzio parla da lontano
tende l’orecchio l’anima esaurita
al cuore della terra.

Luna piena

marzo 26, 2009

panneggi

addormentate all’ombra delle stelle
aspettavano il loro destino
e un paio di sandali nuovi.
camminare e aspettare, camminare e aspettare…
avevano insegnato loro il panneggio
e la giusta proporzione tra il fianco e la vita
e la vita sempre più stretta fra invisibili dita arcuate
di tempo, intrecciate di spine e memoria.
E il sole si sarebbe spento prima del loro immenso dolore
e la luna avrebbe sciolto il suo latte
in capezzoli di vento a nutrire foglie morenti di nostalgia.
camminare e aspettare camminare e aspettare…
tornare indietro per acquistare l’olio,
accendere il futuro scritto
dal passo che verrà non fu possibile.
addormentate dentro le belle tuniche di seta
sognarono carezze di vento nuovo
sui visi stremati dal pianto.
il padrone avrebbe scelto la più bella
ascoltando la voce nel buio
tutto era pronto
per la sua gabbia dorata
per la sua conchiglia di eco
tutto era pronto per la prossima luna piena.
mentre moriva l’ultima stella